A Castel del Monte i giochi della tradizione locale riprendono vita grazie ai rifugiati

Buone Storie

Colla, legno, colori, voglia di conoscersi e farsi conoscere. L’incontro tra culture e tradizioni locali passa anche attraverso il gioco. Così a Castel del Monte i rifugiati e richiedenti asilo dello Sprar de L’Aquila hanno lavorato insieme ai bambini del centro di aggregazione del paese alla costruzione di antichi giochi della tradizione italiana e di giochi tipici dei paesi di provenienza delle persone accolte nello Sprar.
Lo spirito della collaborazione e della conoscenza reciproca ha animato le attività svolte all’interno del laboratorio “(Ri)creazione” che, promosso da Arci L’Aquila in collaborazione con la cooperativa Fantacadabra, ha visto rifugiati e richiedenti asilo del centro Sprar della città incontrare i bambini e i cittadini di Castel del Monte alla scoperta della cultura locale.
“Un momento di incontro e interazione dove i ragazzi provenienti dai diversi paesi hanno conosciuto i giochi tipici della nostra cultura e i bambini di Castel del Monte hanno potuto conoscere, non solo i beneficiari del progetto, ma anche i giochi originari dei loro paesi di provenienza (dalla Nigeria, Afghanistan)”, spiega l’operatore Sprar. Una importante occasione di conoscenza reciproca che testimonia come la città abbia accolto positivamente i ragazzi che si sono si sono integrati nel territorio.

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“Gli immigrati non sono il problema, dobbiamo accoglierli e dialogare con loro e farli sentire una famiglia insieme a noi. L’unica strada per favorire l’integrazione perché diventino il futuro del nostro paese”, sottolinea il sindaco della città Luciano Mucciante.
Le attività svolte nell’ambito del laboratorio hanno visto anche il coinvolgimento e la collaborazione di altre realtà del territorio come la Comunità 24 luglio impegnata nell’integrazione di portatori di handicap in famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e nella vita sociale.
“Due giornate sono state svolte con i ragazzi della comunità 24 luglio, un’associazione di volontariato che lavora a L’Aquila ormai da trent’anni, nel corso dei quali i rifugiati e richiedenti asilo dello Sprar de L’Aquila e di Castel del Monte hanno lavorato insieme agli utenti e ai ragazzi della comunità”, spiega l’operatore. Con circa 36 ragazzi ospiti nelle strutture del progetto e quasi venti nazionalità diverse rappresentate, il laboratorio Ri-creazione si pone quindi come ulteriore momento di scambio e conoscenza reciproca tra rifugiati, richiedenti asilo e la cittadinanza con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura dell’accoglienza.

 

Dal Rapporto Protezione Internazionale in Italia 2016
Angela Gallo

@AngelaGallo1

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