La Piazza da sempre cuore pulsante della vita pubblica, palcoscenico a cielo aperto che racchiude secoli di storia, relazioni e trasformazioni sociali diventa il 31 luglio – in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026– spazio che unisce in un filo invisibile una sequenza di azioni che promuovono incontro, divertimento, testimonianza, cultura e partecipazione, per riflettere insieme sul significato dell’accoglienza, dialogo e futuro.
Ricordare e costruire il leitmotiv dell’evento.
Ricordare chi ha creduto nell’accoglienza come valore. Ricordare che la nostra storia è fatta di ponti, non di barriere, e credere che l’incontro con l’altro può divenire una straordinaria opportunità di arricchimento reciproco.
Costruire per trasformare l’accoglienza da risposta d’emergenza in progetto di comunità e riconoscere nei minori stranieri non accompagnati una risorsa da accompagnare, una storia da ascoltare, un futuro da condividere. Costruire per dire che il futuro di Sant’Andrea di Conza non sarà solo quello che eravamo, ma anche quello che stiamo diventando insieme con la consapevolezza che integrare non vuol dire omologare ma “tessere” un filo alla volta per divenire una comunità integrata e integrante.
Per l’occasione la Piazza si trasformerà prima in un’area di giochi senza frontiere per abbattere le barriere linguistiche e culturali, facendo incontrare grandi e piccini; poi testimone della storia del giovane Sanneh Adama, una storia vera: fuga, deserto, mari, centri di accoglienza, paura ma anche speranza e rinascita che diventa un contributo per tutta la comunità e, infine, condivisione al “buffet delle culture”: un momento in cui i sapori locali si mescoleranno ai piatti tipici dei paesi di origine dei beneficiari. La serata si concluderà con la musica dal vivo.
In allegato locandina dell’evento

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