Ci sono momenti capaci di rappresentare in un solo istante il dolore di un’intera epoca e, contemporaneamente, la forza dirompente della speranza.
L’abbraccio alla Porta d’Europa, a Lampedusa, tra Papa Leone XIV e la piccola Maria è uno di questi.
Per la comunità del SAI dell’Unione dei Comuni Valle degli Iblei, per i suoi operatori, vedere la famiglia di Maria incontrare il Papa è stato un momento estremamente emozionante e pieno di significato.
Loro, gli operatori SAI, la famiglia di Maria la conoscono bene: la mamma Rita, il papa Marc Albert, il fratellino Mael nato dopo di lei.
Maria oggi ha 5 anni e vive in Sicilia, proprio li dove il progetto SAI l’aveva accolta insieme alla mamma.
Maria è nata nel 2021 nel poliambulatorio di Lampedusa, un evento straordinario e meraviglioso a conclusione di una traversata che la mamma Rita ha affrontato con le contrazioni iniziate a poche ore dalla partenza.
Erano cinquantuno anni che non si nasceva a Lampedusa, si andava per tempo a partorire a Palermo o ad Agrigento. Ma al momento dello sbarco non c’era il tempo per volare fino all’ospedale di Agrigento.
E così, dopo la nascita, Maria con la mamma lascia Lampedusa e trova l’accoglienza nel Progetto SAI dell’Unione dei Comuni della Valle degli Iblei. La famiglia nei mesi successivi si riunisce con il Padre Marc Albert e inizia per loro il percorso che si compie nei progetti SAI.
La nascita di Maria diviene dunque simbolo di speranza e di desiderio di ricominciare una vita normale, come dovrebbe avvenire per tante famiglie. Un simbolo che la comunità di Lampedusa con il suo Sindaco Filippo Mannino ha voluto celebrare, nel 2024, conferendo a Maria la cittadinanza onoraria del Comune di Lampedusa e Linosa.
La famiglia di Maria da più di un anno ha lasciato, come previsto, il progetto SAI, ma ha deciso di continuare a vivere, autonomamente, in quel territorio, lavorando, affittando un appartamento in paese.
E così siamo giunti al 4 luglio 2026, quando gli operatori del SAI si sono stretti intorno a Damiano Marchisio, mediatore culturale dell’ente del Terzo Passwork, attuatore del progetto SAI, incaricato di accompagnare la famiglia all’incontro col Papa.
Un incontro inaspettato ma che era «un sogno che si realizza, una grazia e una benedizione» dicono i genitori.
Il sorriso di Maria, li accanto al Papa, racconta di come l’accoglienza sia capace di superare il dramma di chi ha abbandonato il proprio paese in cerca di un futuro diverso, migliore.
Dice il papà Marc: «Un momento che ci ha riempito il cuore. La felicità di oggi è la dimostrazione che l’accoglienza vera non si limita a offrire un rifugio, ma costruisce ponti verso il futuro».
E il Sindaco Mannino rivolto a Papa Leone: «In un tempo in cui il mondo è ancora dilaniato da guerre, violenze, divisioni e paure, Lampedusa sente più forte il bisogno di accendere una luce. Una luce fragile, forse piccola, ma ostinata. La luce di chi non si arrende all’indifferenza. La luce di chi continua a credere che ogni vita umana sia sacra. Noi oggi Le consegniamo simbolicamente questa luce».
Per la famiglia di Maria è l’inizio di una pagina nuova, scritta con le parole della speranza.
Le foto sono di Damiano Marchisio


